Calendario
I Maya, come altre civiltà, utilizzavano un calendario molto complesso formato da 3 cicli di diversa durata. Il primo ciclo: Tzolkin durava 260 giorni, era un calendario religioso senza un diretto collegamento alla durata dell’anno. Veniva utilizzato per raccordare gli eventi celesti con quelli terreni. In base ad esso i Maya stabilivano date di matrimoni e battaglie, sceglievano il nome di una persona e prevedere eventi astronomici come le eclissi e i cicli di Venere Il secondo: il ciclo Haab aveva una durata di 365 giorni ed era il calendario civile legato al ciclo delle stagioni. Comprendeva 18 mesi, formati da 20 giorni ciascuno e ai quali venivano aggiunti 5 giorni, per raggiungere i 365, considerati molto sfortunati. Veniva usato per comprendere i diversi aspetti della vita umana, per esempio si basava sul periodo della gestazione della donna, di circa 260 giorni. L’ultimo: il Lungo computo indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era Maya.
I Maya non usavano numerare gli anni nei primi due tipi di calendari, per questo usavano il Lungo Computo, formato da una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale misto in base 13, 18 e 20. Esattamente si trattava di un numero di cinque “cifre”: la prima in base 20, la seconda in base 18, la terza e la quarta in base 20 e la quinta in base 13. Queste “cifre” si scrivono da sinistra a destra. Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 13/20/20/18/20 = 1872000 giorni (circa 5125 anni).
Secondo i Maya, l’ultimo tipo di calendario, detto anche calendario delle ere, era formato da più ere di 5 125 anni ciascuna. Ciascun ciclo del Lungo Computo corrisponde ad un’era del mondo, il passaggio da un’era all’altra è segnato da catastrofi e distruzioni. Grazie a questo stabilirono l’inizio della propria civiltà l’13 agosto 3 114 a.C. (ciclo attualmente in corso) e ipotizzarono la fine nel dicembre del 2012. Il nuovo ciclo inizierà il 22 dicembre 2012.
I Maya pensavano che il mondo avesse già vissuto 4 ere prima della loro: l’era dell’acqua, dell’aria, del fuoco e della terra, ogni era sarebbe terminata con catastrofi naturali a seguito delle quali il mondo moriva per poi rinascere. Ogni ciclo era caratterizzato da una civiltà dominante. Nell’era dell’acqua la civiltà fu Atlantide.
Attualmente stiamo per terminare il quinto dei cicli maya, quello dell’oro, alla fine di esso dovremmo aspettarci degli enormi cambiamenti e cataclismi, e forse, come molti studiosi sostengono, l’inversione magnetica dei poli della Terra e tutto ciò che ne consegue. Il campo magnetico terrestre è caratterizzato da una continua incostanza nel tempo. Per motivi ancora sconosciuti, a distanza di migliaia di anni, i poli magnetici della Terra si invertono, generando conseguenze poco chiare, che possiamo spiegare solo in linea teorica.
Astronomia e leggende
Secondo la leggenda maya e numerosi studi il 21 dicembre 2012 la rotazione della Terra sul proprio asse subirà un arresto di 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questo potrebbe creare eventi anomali e forti scosse sismiche di grande portata che provocherànno la perdita di numerose vite umane.
A Chichen Itza, antica città maya, nella foresta messicana, ogni anno, in occasione dell’equinozio di primavera e autunno, alle 15, lungo una piramide di Cuculcan il sole da vita a un’ ombra di serpente che al tramonto scompare nella terra. Si crede che questo sia un avvertimento ben preciso, cosa che non dovrebbe destare scalpore poiché il concetto di fine del mondo non è poi così estraneo alla cultura dei Maya.
Il giorno del giudizio infatti è la totale distruzione del mondo e dei suoi abitanti. Quasi tutte le culture e le religioni parlano di giudizio universale, la differenza però è che il calendario dei Maya stabilisce con molta precisione la data di inizio e della fine dell’umanità. Ma come può un calendario predire la fine del mondo con tale precisione?
Per capirlo vediamo la storia della civiltà maya.
La cultura maya nasce da quella olmeca e acquisirà importanza attorno al VI secolo. Tra il 600 e il 900 d.C. la civiltà raggiunge il suo massimo splendore. Occupavano la zona dell’attuale Messico e dell’America Centrale. Avevano i propri testi sacri, un’ampia rete commerciale, arte e cultura propria. Riescono ad approfondire le loro conoscenze in campo astronomico, architettonico e matematico, tanto da vantare numerosi osservatori, uno dei quali si trova a Chichen Itza. I Maya basavano le proprie predizioni basandosi sugli equinozi e sui cicli di Venere. Queste predizioni vennero poi affidate alle sculture, ai codici e a dei manoscritti. Le avanzate conoscenze dello spazio e del tempo culminano nell’edificazione della piramide dedicata a Cuculchan. La sua struttura è un vero e proprio calendario tridimensionale. Ha 91 gradini su ogni lato, più quello della piattaforma centrale e in totale fanno 365, proprio come i giorni dell’anno.
Resta tuttavia un mistero: come i Maya hanno acquisito in tale modo il tema del tempo? Una cosa è certa: credevano il Cuculchan. Il dio non aveva i loro stessi tatti somatici ma quelli caucasici, con lunghi capelli bianchi, barba, occhi azzurri e dal cranio allungato. Ma chi era?
Molti credono che sia un re, un sovrano vissuto nel X secolo, di sicuro era una persona benevola e di profondi valori. Intorno all’anno mille Cuculchan lasciò Chichen Itza per intraprendere un viaggio in mare, promette alla sua gente che tornerà, ma non torna. Nel 1519 giunge un altro uomo: Fernando Cortes. I Maya credettero che fosse tornato il loro dio, ma tale equivoco gli costa quasi l’intera distruzione della loro civiltà. La devastazione di questo popolo da parte degli spagnoli deriva dalla non accettazione delle loro usanze, ma soprattutto dei sacrifici umani. Secondo le loro credenze, il sole per compiere il suo viaggio, dall’alba al tramonto, aveva bisogno di nutrirsi e il suo nutrimento era il sangue umano. La vittime dei sacrifici umani erano spesso bambini, schiavi o prigionieri di guerra. Gli spagnoli etichettano queste pratiche come opere del diavolo e li costrinsero a convertirsi al cristianesimo e distrussero quasi tutti i loro documenti scritti tranne quattro.
Uno di essi è il Codice di Dresda. Il manoscritto dovrebbe svelare i segreti del calendario maya e le sue previsioni. Molti credono che esso contenga la storia futura della Terra e la data della sua fine. Il libro è formato da fogli di carta di fico lunghi fino a 6 mt e ripiegati su se stessi. I colori vividi e i geroglifici che esso contiene vengono considerati dagli spagnoli opera del diavolo, ma invece per altri sono una fonte inesauribile di scoperte affascinanti.
Lo studioso Fosterman analizza il documento e svela i segreti della civiltà maya e il futuro del mondo. Il codice prevede si sicuro importanti eventi astrali, l’attività della galassia, le future fasi lunari e i cicli del pianeta Venere. Cosa più importante è che il libro contiene l’intero calendario maya.
Gli studiosi hanno impiegato più di un secolo per capirne il meccanismo ma ancora oggi continua il lavoro d identificazione con i simboli presenti sulle costruzioni che realizzò questo popolo.
Possiamo affermare con certezza quindi che i Maya erano ossessionati dal tempo.
La concezione del tempo era molto diversa dalla nostra, la differenza principale con i popoli occidentali è che il tempo è formato da cicli che si ripetono continuamente. Per noi occidentali invece, il tempo è una linea retta che parte da un punto preciso e continua, ma sempre in avanti, i Maya credevano invece che un avvenimento passato si sarebbe ciclicamente ripetuto.
Il loro calendario replica i cicli e i ritmi naturali per accordare le azioni degli uomini ai ritmi dell’universo e ci invia un messaggio ben preciso, ci dice che le nostre vite fanno parte di un complesso ben più ampio, ci permette di vedere la storia in modo più ampio, ed è come se fosse inserita in uno schema.
La profezia per il 2012 è legata ad un allineamento astronomico. Nel 21 dicembre 2012, il giorno del solstizio d’inverno il Sole sarà allineato con il centro della via lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 26.000 anni.
Contemporaneamente si verifica un altro evento raro, la Terra termina un giro intorno al suo asse, questo fenomeno si chiama precessione. “La Terra ruota molto lentamente intorno al suo asse, e con il passare del tempo avvengono delle modifiche della sua angolazione rispetto al piano della galassia per effettuare una rotazione completa impiega 26.000 anni”. Nonostante il lavoro degli esperti rimane ancora un mistero, come i Maya possano prevedere eventi astronomici futuri che accadono ogni 26.000 anni. Sappiamo con certezza che attribuiscono un’enorme importanza ai cicli processionali,infatti credevano che questi costituissero l’unità di misura astronomica tanto estesa nel tempo da permettere di verificare in quale fase temporale si trovavano. Questo raro allineamento è molto importante per i Maya, non solo perché si verifica nel giorno della fine del mondo, ma anche perché fa parte delle loro radici più profonde. Per capire davvero il significato che questo evento aveva per i Maya è necessario ricorrere alla mitologia: al “Popol Vu” e al mito dei gemelli divini. Il “Popol Vu”, il libro sacro dei Maya, viene tradotto subito dopo la conquista spagnola nel XVI secolo. Secondo la narrazione del libro, la linea nera della via lattea è l’entrata nell aldilà, il paradiso dei Maya. È esattamente in questa zona della galassia che il Sole si allineerà il 21 dicembre 2012. Il “Popol Vu” racconta che originariamente che i signori del mondo sotterraneo sfidano il padre dei gemelli divini al gioco della pelota, egli accetta la sfida ed entra nel mondo sotterraneo, ma demoni malvagi non giocano e lo decapitano. I gemelli divini allora sfidano e sconfiggono le forze scure al gioco della pelota consentendo al padre di resuscitare. C’è un legame tra la leggenda e questa profezia per il 2012, il nome del divino padre Hunuhunaku, che sul calendario Maya corrisponde al giorno Unhahu, che significa “primo sole”. Il primo sole del nuovo anno spunta con il solstizio d’inverno il 21 dicembre. La storia delle divinità gemelle può aiutare a chiarire la profezia sulla fine del mondo. Coloro che credono in questa profezia trovano un ulteriore collegamento tra l’allineamento cosmico del 2012 e la cultura Maya. Nel campo per il gioco della palla di Chicen Itza il più grande di tutta l’America Centrale, anche i Maya praticano il gioco della pelota, lo stesso che ha permesso alle divinità gemelle di sconfiggere i signori del mondo sotterraneo, una via di mezzo tra il calcio e il basket. Lo scopo del gioco è far passare la palla attraverso degli anelli di pietra servendosi solo di ginocchia e fianchi. Un pannello scolpito raffigura la decapitazione di un giocatore nel cortile centrale. Alcuni sostengono che sia il destino degli sconfitti, ma una più recente interpretazione suggerisce invece che si tratti del capitano dei vincitori ad essere sacrificato, un’offerta più degna degli dei. Dal suo collo, invece del sangue fuoriescono serpenti; la vittima si inginocchia davanti a una palla all’interno della quale un teschio pronuncia riti funebri. Non si tratta semplicemente di un gioco, qualcun altro crede che la pelota è una rappresentazione simbolica degli avvenimenti del 2012, della fine del mondo. Il cortile rappresenta la via lattea, l’anello di pietra al centro del campo è il centro della galassia infatti, nel 2012 per allinearsi, il sole si dirigerà verso il centro della galassia. La simbologia è tutta racchiusa nella palla che rappresenta il Sole, quando entra nell’anello di pietra si identifica con la fine del mondo, sembra quasi che i Maya con le loro profonde conoscenze astronomiche decidano di terminare consapevolmente il mondo il 21 dicembre 2012 proprio quando la Terra quando la Terra completa la rotazione sul proprio asse, e il Sole si dirige verso il centro della Via Lattea.
I Maya credono davvero che un tale evento cosmico provochi la fine di tutto, potrebbero averne lasciato indizi nei loro testi sacri e nel cortile della palla, ma una risposta certa non c’è, non sappiamo cosa pensassero i Maya sulla data finale del lungo computo, sappiamo però che prestavano molta attenzione alla fine di ogni era, tanto da dare un nome ad ognuna. Sembra quindi logico che alla fine di un periodo come quello del lungo computo richiedesse molta attenzione da parte loro. Forse la chiave per comprendere il significato della profezia non era cercare nell’universo ma sulla terra, se così fosse, il crollo della civiltà Maya è un indizio allarmante.
I Maya profetizzano che la fine avverrà il 21 dicembre 2012, ma cosa succederà veramente quel giorno? Con il crollo della civiltà Maya nel 900 d.C., intere città nelle pianure meridionali dell’America Latina vengono improvvisamente abbandonate e la maggior parte delle conoscenze tecniche dei Maya va perduta. Solo centinaia di anni più tardi, daranno nuova vita alle loro città, nelle pianure del nord della penisola dello Yucatàn e la civiltà vive un nuovo periodo di sviluppo prima a Chicen Itza, poi a Mayapan e ancora in altri luoghi, per questo gli spagnoli trovano in loro una popolazione molto vasta, capace di respingerli fino al 1542. Ma allora cos’è che ha provocato l’ abbandono repentino nelle pianure del Sud? È una domanda da un milione di dollari, nessuno può rispondere in modo realistico. Si crede che le motivazioni siano da ricercare nei loro mutamenti politici e ideologici, infatti consultando i loro calendari, i Maya si resero forse conto che stavano per avvenire dei cambiamenti che non erano in grado di affrontare. Avevano forse previsto la propria fine? Il 900 d.C. è la data che il Katun 10 prevede per il loro crollo. La profezia annuncia tempi lunghi e difficili con siccità e carestie. Sarà tempo dell’invasione straniera, dei cambiamenti e della tristezza: Una previsione che nel tempo si rispecchierà nella seconda guerra mondiale, un periodo di occupazione e di grande tristezza internazionale.
Le profezie
Il lungo computo, che misura il tempo dalla nascita mitica della loro civiltà, permetteva ai Maya di calcolare quando sarebbe avvenuta la fine del mondo nonchè di fare altre previsioni.
Il 13 agosto 3114 a .C. è la data dell’inizio dell’attuale ciclo e 5125 anni dopo abbiamo la data della sua fine, precisamente il 21 dicembre 2012, il giorno del giudizio.
L’unità di misura per questo calcolo è il Katun che corrisponde a 20 anni, per ognuno dei quali i Maya formulano una specifica profezia. Ogni Katun e la sua previsione si ripeteranno ciclicamente ogni 260 anni.
Le profezie più famose si trovano raccolte nel Chilambalam, dal nome del sacerdote che aveva previsto l’invasione dei bianchi. In Katun 13 lo stesso sacerdote aveva predetto l’invasione spagnola del Messico nel 1520, evento che si ripeterà nel 1776, periodo della rivoluzione americana e francese.
“E’ il tempo del crollo totale in cui ogni cosa è perduta. E’ il tempo del Giudizio di Dio. Ci saranno epidemie, pestilenze e carestie. I governi saranno insensibili agli stranieri. I saggi e i profeti saranno perduti.”
Le profezie di Chilmbalam sembrano avere diverse interpretazioni anche se alcuni vi vedono eventi storici molto precisi. Un esempio è il Katun 5 che recita: “E’ un tempo di sventure, i sovrani e i loro sudditi s separeranno e la gente perderà fiducia nei suoi sovrani. I sovrani verranno trattati duramente e perfino impiccati. Ci sarà abbondanza di serpenti, una grande carestie pochissimi uccelli.” L’ultimo ciclo di Katun 5 comincia nel 1855 con la guerra civile americana, e quando fa riferimento a sovrani trattati duramente, e perfino impiccati probabilmente si può ricondurre all’assassinio del presidente Lincoln.
Ci sono due aspetti molto interessanti nei cicli Katun che possiamo ricondurre ai giorni nostri. Nel Katun 8 vengono descritti eventi che sembrano coincidere con quanto si è verificato negli anni ‘60, un periodo di grandi cambiamenti culturali e politici come la guerra in Vietnam, sono motivo di profonde divisioni in America. Ma nel suo libro Chilambalam parla del ciclo precedente come uno dei peggiori per i Maya, che ha segnato la loro fine intorno al 1690. Durante questo ciclo infatti, una delle città più importanti dello Yucatan viene distrutta.
Nel Katun 8 questi eventi sembrano coincidere: “Un tempo di demolizione e distruzioni, i governanti spinti dall’avidità si combattono. E ‘ giunta l’ora di stabilirsi in un altro posto.” Eventi come lo scandalo Watergate, il caso Irangate e le crociate contro la fame in Africa, sembrano essere predette nel Katun 6, il cui ultimo ciclo comincia nel 1973. “Un tempo di ,malvagi e ingannevoli governi. Ci saranno fame e carestie”.
Il Katun 4, l’attuale ciclo, ha avuto inizio nel 1993 e terminerà nel 2012. Secondo Chilambalam la suprema divinità tornerà sulla terra per segnare l’inizio di una nuova era. Nel libro, questo è un ciclo in cui l’uomo riprende il contatto con se stesso ma vi è anche il ritorno di Cuculcan; è il preludio di grandi cambiamenti che avverranno tra decenni in Katun 13 e 11. Gli attentati dell’11 settembre segnano una grande tappa per i cambiamenti ai quali le profezie alludono. L’11 settembre 2001 corrisponde al 6 Imox del calendario Maya. L’attacco all’Afghanistan viene condotto il giorno 6 Kiei, una data che indica sistemazione o equilibrio. Ma forse nel lungo computo c’è un aspetto più importante. Per fine del mondo si intende fine della 5 era, cioè il 21 dicembre 2012. Questo significa che l’attuale e ultima era terminerà con grandi sconvolgimenti. Se sarà così cosa li scatenerà? La risposta potrebbe trovarsi in un raro evento cosmico che i Maya hanno previsto più di 2000 anni fa. Sul lungo computo i Maya prevedono che il mondo terminerà il 13 Bactun (21 dicembre 2012) data volutamente ricercata sulla base delle loro raffinate conoscenze astronomiche. La profezia è legata ad un allineamento astronomico. Quel giorno il Sole sarà allineato con il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 26000 anni.